Sito personale di Giancarlo Ciscato
Architetto, Insegnante di Arte, Programmatore Web,      E-mail: giancarlo.ciscato@cicagi.it
25 Aprile 2019
Giovedì ore 11,47








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grecia
Grecia
Parte prima: Aspetti generali, Architettura
Parte seconda: Pittura, Scultura

La pittura

Si conoscono pochissimi esempi di pittura greca.
Di sicuro in Grecia le opere pittoriche erano molto diffuse, realizzate com'erano su vari supporti (tavole, muri, statue, metope, fregi ecc...) ma, con il passare del tempo, questi esempi di pittura sono andati perduti.

La pittura vascolare

Importante e conosciuta è la pittura vascolare (su vasi).
Possiamo distinguere tre principali periodi a seconda di come sono state realizzate le decorazioni:


decorazione con greca

  • Stile geometrico: il più antico, si sviluppa in fasce riempite di motivi geometrici come tratteggi, punti, linee e greche.
  • Stile a figure nere: le figure venivano dipinte in nero sulla superficie rossa dell'argilla. Si aggiungevano quindi i dettagli delle figure incidendo con una punta il nero così da far riapparire il rosso dell'argilla.
  • Stile a figure rosse: sostituì la più antica tecnica della ceramica a figure nere.
    Si dipingeva il vaso di nero lasciando vuoti gli spazi delle figure che rimanevano quindi rossi. Di completavano quindi le figure con i particolari (neri) utilizzando sottili pennelli.

Geometrico

A figure nere

A figure rosse
 

La scultura

Solo una piccola parte delle statue greche è giunta fino a noi.
Molti dei capolavori descritti dalla letteratura antica sono ormai perduti o gravemente mutilati, e la stragrande maggioranza e in particolare le statue in bronzo, il cui materiale era più facilmente riutilizzabile, ci è conosciuta solo attraverso copie di epoca romana, più o meno fedelmente riprodotte.
Inoltre la nostra visione della scultura antica è distorta, poiché è stato dimostrato che le statue erano dipinte e che la pittura era per i greci un elemento importantissimo per la completezza dell'opera. Purtroppo solo in rarissimi casi essa si è conservata fino a noi.

Anche nella scultura possiamo distinguere tre principali periodi:

Periodo arcaico: in quest'epoca le forme e le movenze del corpo sono semplificate: vengono riprodotte figure umane giovanili in piedi, spesso a grandezza naturale, con una gamba avanzata ad indicare il movimento, ma con forme rigide e poco naturali e con visi poco espressivi.
Il tentativo è quello di rendere sempre meglio il volume del corpo. Si cerca una bellezza ideale.

Periodo classico: la conoscenza dell'anatomia del corpo e la competenza tecnica permettono agli scultori di raffigurare dei ed eroi in pose più naturali e varie.
Compaiono le statue crisoelefantine, ossia rivestite di oro ed avorio, come la statua di Zeus ad Olimpia (una delle sette meraviglie del mondo) o quella di Atena nel Partenone, entrambe eseguite da Fidia.
La perfezione raggiunta fa della scultura del V secolo il punto più alto dell'arte greca.

Periodo ellenistico: l'abilità tecnica raggiunta viene sfruttata fino alle estreme conseguenze, con pose tormentate e composizioni complesse, quali il celebre Laocoonte.
Anche le espressioni dei volti si fanno passionali e tormentate.
Non viene più ricercata solo la bellezza ideale, la perfezione dei corpi ma anche la novità nei soggetti e si relizzano figure realistiche o di vita quotidiana.


Opere.

Evoluzione della figura

Periodo arcaico
Kouros (ragazzo)
VI sec. a.C.

Periodo classico
Discobolo-Mirone
(copia romana)
V sec. a.C.

Periodo classico
Doriforo (portatore di lancia)-Policleto
(copia romana)
V sec. a.C.

Periodo classico
Bronzi di Riace
V sec. a.C.

Periodo ellenistico
Venere di Milo
II sec. a.C.

Periodo ellenistico
Nike di Samotracia
II sec. a.C.

Periodo ellenistico
Laocoonte
I sec. a.C.
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