Sito personale di Giancarlo Ciscato
Architetto, Insegnante di Arte, Programmatore Web,      E-mail: giancarlo.ciscato@cicagi.it
25 Giugno 2017
Domenica ore 5,41








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Creta
Vincent Van Gogh
1853 - 1890
 
La vita
Vincent Van Gogh nacque a Zundert, in Olanda il 30 marzo 1853.
Primogenito di Theodorus e Anna Cornelia Carbentus, due coniugi benestanti, aveva un carattere molto delicato, sensibile e altruista.
Studiò nella scuola del villaggio poi, per due anni, nel collegio Jean-Provily e, infine all'istituto tecnico statale di Tilburg. Vincent aveva una profonda fede cristiana derivata anche dal fatto che il padre era un pastore protestante.
Aveva cinque fratelli fra cui Theodorus (Theo) che rappresentò per lui un punto di riferimento continuo e rassicurante.
Inoltre Theo, mercante d'arte a Parigi, fu anche il suo sostegno finanziario che gli permise di dedicarsi interamente alla pittura. Il suo carattere lo spinse a dedicarsi anche al volontariato, assistendo i più bisognosi e facendo da maestro ai figli dei minatori.
La sua fu una vita infelice e drammatica.
Van Gogh infatti soffrì di turbe e scompensi mentali che nel corso degli anni andarono peggiorando.
I suoi genitori avevano spesso motivo di preoccupazione visto che conduceva una vita sregolata e tornava alla casa paterna solo nei momenti più difficoltosi sia economicamente che psicologicamente.
A causa della sua sregolatezza fu sempre emarginato, incline agli eccessi del bere, spesso senza un soldo in tasca e costantemente sull'orlo di una depressione.
Van Gogh era stato per la prima volta a Parigi nel 1874. Nel 1886 il soggiorno si rivelò determinante per l'evoluzione del suo stile.
Infatti lì incontrò il gruppo impressionista e Gauguin e con essi strinse una profonda amicizia.
Grazie a loro maturò la sua personalità. Il suo stato mentale lo portò ad un violento litigio con Gauguin.
Per autopunirsi arrivò a tagliarsi il lobo di orecchio; il suo stato mentale stava deteriorandosi sempre più.
Il 21 maggio 1889 si trasferì ad Auvers.
Delle sue condizioni precarie e della pazzia ormai completa, si prese cura il dottor Gachet. Riuscì a vivere un breve periodo sereno e tranquillo.
Il 23 luglio 1890 scrisse l'ultima lettera al fratello Theo. La sua ultima opera risale al 1890, "Campo di grano con corvi". Il 27 luglio dello stesso anno si sparò al petto.
Nonostante la ferita riuscì a trascinarsi nella sua camera. Morì il 29 luglio per le conseguenze tra le braccia di Theo, accorso da Parigi.

La pittura.
La pittura di Van Gogh è estremamente istintiva, a volte violenta. Le pennellate sono molto visibili, lavora per tratti e con linee ondulate. E' una pittura matterica (grandi quantità di colore sulla tela) tanto da rendere evidenti le masse di colore che formano spessori e "avvallamenti". Usa colori luminosi e privilegia il giallo in tutte le sue tonalità e variazioni.

Opere.

1885
olio su tela - 82x114 cm
Amsterdam, Museo Van Gogh
I MANGIATORI DI PATATE
Qui Van Gogh si ispira ai quadri di Millet che rittraggono la vita contadina nei suoi più umili momenti. Van Gogh aveva l'intenzione di realizzare una serie di opere di carattere documentario per illustrare ai posteri la vita nei campi. "I mangiatori di patate" ne è un buon esempio perché raffigura la serata di una famiglia contadina che, dopo il lavoro nei campi, consuma una misera cena fatta a base di patate.

1888
olio su tela - 93x73 cm
Londra, National Gallery
I GIRASOLI
I girasoli furono fra i soggetti preferiti da Van Gogh, quelli che più amava esporre. Dipinse quattordici soggetti simili e in tutti dominava il giallo solare che caratterizzò uno dei periodi sereni della sua tormentata vita. Così si concentrò nella composizione dei colori per armonizzare le diverse tonalità di giallo e l'azzurro dei fondi. In questo quadro Van Gogh integrò pennellate a tratti o puntini con campi di colori più distesi.

1889
olio su tela - 73x92 cm
New York, Museum of Modern Art
NOTTE STELLATA
In questo quadro Van Gogh vuole superare la visione naturalistica e oggettiva del mondo esterno per andare verso una rappresentazione astratta piena d'espressione. In primo piano si staglia un cipresso e dietro di esso si nota un villaggio adagiato nel mezzo di una cerchia di collinette. Il cielo, che ricopre la metà superiore del quadro, è coperto di stelle vorticose e dalla luna crescente. Tutta l'opera è stata eseguita con fitte pennellate che bene esprimono l'aspetto magico di una notte serena.

1890
olio su tela - 50x103 cm
Amsterdam, Museo Van Gogh

CAMPO DI GRANO CON CORVI
E' l'ultimo quadro di Van Gogh, il suo testamento, e ritrae il luogo dove l'artista si suicidò il 27 luglio 1890. Il cielo è di un blu cupo, presagio di un temporale. Gli stessi corvi che volano bassi sono messaggeri di morte e contrastano con il giallo solare del grano battuto dal vento (la sua anima, piegata e sconfitta). Al centro di questo si staglia una strada che sembra finire dopo pochi metri, simbolo della sua vita ormai giunta al termine.

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