Sito personale di Giancarlo Ciscato
Architetto, Insegnante di Arte, Programmatore Web,      E-mail: giancarlo.ciscato@cicagi.it
23 Ottobre 2017
Luned́ ore 11,34








Numero visite:   156612
Username:

Password:
Egitto
Egitto
4000 - 1000 a.C.
 
Aspetti storici.  

4000 anni prima di Cristo un popolo cominciò a coltivare la valle del Nilo, le cui acque fecondavano la terra e il cui corso forniva una via di navigazione per il commercio.

Protetti dal mare, dalle montagne e dal deserto, questi contadini prosperarono e fondarono parecchi piccoli staterelli lungo 880 chilometri del corso del fiume finché, nel 3200 a.C. Mene (l'eletto) li riunì in una unica nazione, retta da un solo faraone, e questa struttura sociale e religiosa fu la loro caratteristica per i successivi 3000 anni.

Le loro credenze religiose conferivano al faraone la condizione unica di figlio o incarnazione degli dei.
Fra le divinità egizie la più importante fu la divinità solare, dietro il cui culto stava quello di un dio del cielo che dispensava la vita e il fuoco e generava la pioggia e le tempeste. Questa credenza si trasformò nel dio-falco Orus, che successivamente assunse le caratteristiche del dio del sole e più tardi fu descritto come il figlio di Ra.

Il popolo egizio onorava il faraone come un dio. La religione contava più di 2000 dei che governavano i vari eventi della vita come la nascita, la morte, la lingua, i numeri e così via.
Osiride, dio della morte e Ra, dio del sole erano gli dei principali.


Le donne ricoprivano una certa importanza nella società egizia ed alcune divennero anche faraone (Nefertari, Nefertiti). Questa è una importantissima differenza rispetto a tutte le altre civiltà che sorsero nell'antichità, tutte basate su un sistema maschilista e patriarcale.

 
Aspetti artistici.
Le tombe dei faraoni
Le piramidi sono le tombe dei faraoni.
Tali tombe non sono state sempre a forma piramidale.
Il primo tipo di tomba egizia dedicata al faraone fu la mastaba, edificio a forma di tronco di piramide.
 

Vennero poi le piramidi a gradoni (simili alle ziggurat babilonesi).

Infine la forma arrivò ad essere una perfetta piramide a base quadrata.
Le piramidi più famose sono quelle della piana di Giza, vicino al Cairo.
Sono quelle dei faraoni Cheope, Chefren e Micerino. La piramide di Cheope è anche la più grande mai costruita ( 230 metri di lato per un'altezza originale di 147 metri).

Le piramidi erano costruite internamente da blocchi di granito e rivestite esternamente da lastre di calcare lucidato e decorato. Al loro interno erano ricavate varie stanze fra cui la stanza mortuaria dove veniva posto il sarcofago del faraone.

 

Sempre a Giza, accanto alle tre piramidi, si trova la Sfinge , la più grande statua monolitica del mondo (lunga 73 m, larga 6 m e alta 20 m).

 

 

 

 

Un ulteriore tipo di tomba fu l'ipogeo, sepoltura sotterranea scavata al fianco delle pareti calcaree dominanti la valle del Nilo.
Le più famose sono quelle della Valle dei Re, vicino a Luxor.

 
La pittura

Tutto quello che si è potuto sapere della pittura egizia lo si è rilevato dalle bellissime tombe dei sovrani delle varie dinastie o dai frammenti rinvenuti nelle rovine degli antichi palazzi.

I disegni sono leggermente modellati con delle bellissime grafie a rilievo oppure tracciati a piatto. Nei disegni egizi è fondamentale la "Legge della Frontalità" dove, per esempio nella figura umana, si noterà sempre il celebre occhio di fronte su testa di profilo su spalle di fronte su torso di profilo.


Dipingendo un essere umano, il naso è meglio visibile di profilo, di conseguenza anche la testa andava dipinta di profilo.
L'occhio, che risultava meno visibile, veniva allora dipinto di fronte.
Le spalle si dovevano vedere entrambe e per questo venivano raffigurate di fronte così come le braccia, le gambe e anche le dita delle mani.
Tutto ciò era posto in questo modo per far si che si vedessero tutte le parti principali del corpo.
Seguendo questa convenzione nacque la tipica figura umana dell'arte egiziana dove l'uomo veniva sempre raffigurato con un colore scuro (mattone) e la donna sempre con un colore chiaro (giallo-ocra).

Una cosa che non si vedrà mai in un dipinto egizio è la prospettiva.
Nei dipinti egizi esiste un rifiuto totale della prospettiva (non si sa se la conoscessero o meno) e non si troverà mai neanche un minimo tentativo di rappresentare qualcosa in forma prospettica.
La funzione dei dipinti egizi non è decorativa, ma religiosa. Essi, infatti, sono realizzati in massima parte sui sarcofagi, nelle camere sepolcrali e all’interno dei templi, dunque al riparo da possibili occhi indiscreti.
  Home  

© Realizzato da Giancarlo Ciscato